2.1 La funzione di holding; 2.2 Lo spazio transizionale; 2.3 L'oggetto transizionale; 2.4 La madre sufficientemente buona; 2.5 Il Falso Sé; 3 Bibliografia; 4 Voci correlate; 5 Collegamenti esterni Psicologia Dinamica (PSN1031317) Caricato da. L’ holding, che sostiene l’Io debole e immaturo del bambino, implica due processi: Tali processi permettono inoltre di acquisire un senso di fiducia nella madre e nell’ambiente più in generale. Questo processo risulta fondamentale in ogni relazione. La madre era una donna affettuosa e tollerante, ma depressa, come emerge da una poesia dello stesso Winnicott, che spesso si ritrovò, fin dalla più tenere infanzia, a dover divertire e sostenere la madre. Successivamente, grazie all’esperienza, allo sviluppo neurologico, all’elaborazione mentale e all’ambiente favorevole, emerge il mondo interno del bambino. … Specialmente nei primi mesi di vita, è giusto dire che la madre è l’universo del bebè. Se debe tener en cuenta que la madre “suficientemente buena” que Winnicott propone es una construcción ideal, un sujeto que sabe responder a todo lo que el bebé necesita (y que lo hace), que está siempre presente, y por ello, en cierto sentido, no tiene deseos propios (lo cual no deja de plantear la cuestión de la castración materna). Winnicott ipotizza un’ ... Nella costituzione del falso sé ha un ruolo di estrema importanza la madre, che con le sue cure e il suo essere madre sufficientemente buona, va incontro all’onnipotenza del bambino e le dà senso: il bambino ha quindi l’illusione che la realtà sia magica e che agisce in modo da non urtare la sua onnipotenza. Una madre è sufficientemente buona se sa “perdere tempo” per giocare con il proprio figlio e, almeno in quel momento, lungo o corto che sia, non pensa ad altro, ma sta-con-lui. La madre è “sufficientemente buona” a seconda del suo senso personale e naturale di essere madre, e Winnicott sottolinea che questo processo spontaneo non può essere appreso dai manuali del bravo genitore. L’individuazione, cioè il percepirsi come persona a sé con le proprie caratteristiche, passa attraverso la separazione che, a sua volta, necessita di un processo di differenziazione che, infine, esige, in una sorta di circolarità dinamica e costruttiva, del riconoscimento di se stesso e dell’altro anche attraverso emozioni contrastanti e talvolta dolorose. Specificamente la teoria dello sviluppo emotivo si occupa dell’evoluzione del Sé, inteso come identità personale. Il bambino si trova, all’inizio della sua vita, in uno stato privo di integrazione, quindi, per raggiungere la sua integrazione, saranno necessarie le cure di una madre sufficientemente buona. it. Gli anni trascorsi come studente di medicina furono interrotti dalla guerra, durante la quale Donald Winnicott lavorò nei college trasformati in ospedali militari. Coniò per questo la definizione di: “madre sufficientemente buona.” Conobbe molti amici, giocò nella squadra di rugby del collegio, si dedicò a svariate attività di studio e agonistiche. Dipendenza relativa, il bambino si rende sempre più conto del bisogno di specifiche cure materne e le collega ad un impulso personale. e C.F. Accettazione che non significa necessariamente approvazione (“come sono brava non potrei fare di meglio”) o adesione passiva e indiscussa (“continuo a farlo perché non so fare altro”), ma che può condurre alla consapevolezza. In un altro momento della vita questa potrebbe essere considerata come una condizione patologica, ma per la neo-mamma si tratta di una situazione del tutto normale, da cui ne uscirà solo quando il bambino le darà il via libera. A. Armando, Roma 1974. La frase “madre sufficientemente buona” è stata coniata dal pediatra e psicoanalista britannico Donald Woods Winnicott nel suo famoso libro “Playing and Reality”. Tipicamente si tratta di un gioco o di una coperta che il bambino porta con sé. Quando l’individuo raggiungerà la maturità la sua personalità si strutturerà in questo modo: Una delle principali funzioni dell’Io è l’elaborazione mentale di eventi sensoriali e motori, che diviene successivamente la realtà psichica personale e definisce la persona nella sua interezza e unità. Quando c’è una precoce carenza ambientale, soprattutto nella fase della dipendenza assoluta, il bambino sviluppa un falso Sé, adattivo e compiacente. Dipendenza assoluta, il bambino sa solo trarre vantaggio o essere danneggiato dalle cure materne, non ha alcun controllo su di esse. Nello stesso modo in cui risulta fondamentale focalizzare l’attenzione sulle difficoltà e le problematicità per poter elaborare una strategia d’intervento. Questa nuova relazione, però, sfociò in un nuovo matrimonio nel 1951. A 23 anni Donald ricevette in regalo il libro di Freud “L’interpretazione dei sogni”, che lo colpì profondamente. A. Armando, Roma 1974. Già nei primi anni del suo lavoro come pediatra, emerse la grande attenzione di Winnicott per la componente psicologica, considerata un fattore primario nella patogenesi di molti disturbi. Una madre sufficientemente buona, che si preoccupa non solo di fornire cibo, ma anche di soddisfare i bisogni di relazione, offre al bambino l’illusione che esista una realtà esterna corrispondente alla sua capacità di creare, sostenendo in tal modo il suo bisogno di onnipotenza. Il lavoro principale in cui dovrebbe impegnarsi una madre consiste proprio nell’accettazione delle proprie caratteristiche e peculiarità. All’università conseguì un bachelors of arts di terza classe e in seguito conseguì un Master of Arts. L’indipendenza non è mai assoluta, in quanto l’individuo sano non si isola dall’ambiente, ma interagisce con esso in modo interdipendente. Il bambino affronta un percorso caratterizzato da un progressivo incontro con la realtà in modo autonomo e indipendente. Messaggio pubblicitario Donald Winnicott nacque il 7 aprile del 1896 a Plymouth, nel Devon, da un’agiata famiglia protestante. Il bambino e l’adulto, che vivono creativamente, giocano entrambi, riempiendo con i prodotti della propria immaginazione e con l’uso dei simboli, lo spazio tra sé e l’ambiente (in origine l’oggetto); il gioco del bambino e la vita culturale dell’adulto nascono nella stessa area e allo sviluppo di quest’ultima è legato il loro stesso destino o, meglio, la loro qualità. Il gioco, dunque, è per Winnicott sempre un’esperienza creativa e la capacità di giocare consente al soggetto di esprimere l’intero potenziale della propria personalità, grazie alla sospensione del giudizio di verità sul mondo. Malgrado il bambino possieda un potenziale innato per svilupparsi, senza una madre sufficientemente buona, che si prodighi nella cura del figlio, non sarà in grado di divenire una persona indipendente. Per loro, e per altri genitori alle prese con lo stesso tormento, vorrei approfondire oggi il concetto di “madre sufficientemente buona”, introdotto dallo psicoanalista britannico Donald Winnicott, importante studioso della psicologia infantile e in particolare del rapporto tra madre e bambino. Lei è interamente devota al bambino e rapidamente cerca di cogliere ogni suo bisogno. Articolo di Gabriella Scafini. L’oggetto transizionale si inserisce nello spazio potenziale tra madre e bambino. La madre “sufficientemente buona” è per Winnicott una donna spontanea, autentica e vera che, con (utilizzo a proposito con e non nonostante) ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoramenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore. Martinelli, Firenze 1975. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra, Registrazione/Login Scuole, Ordini e Associazioni. Winnicott - Lezioni di E. Ferruzza. La madre sufficientemente buona. Fu qui che conobbe la seconda moglie, Clare Britton, un’assistente sociale che incontrava durante le riunioni dello staff. Copyright © 2008 All contents by Italia Web s.r.l. Non esiste una madre perfetta, non esiste l’educazione perfetta. Conobbe molti amici, giocò nella squadra di rugby del collegio, si dedicò a svariate attività di studio e agonistiche. La madre “sufficientemente buona” è per Winnicott una donna spontanea, autentica e vera che, con ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoraggiamenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore, una madre imperfetta, sana e affettivamente presente. Le principali caratteristiche del gioco sono: E’ solo nel gioco che i bambini riescono ad essere creativi, usando la loro personalità e scoprendo se stessi, con l’obiettivo di formarsi come persona intera, diversa dagli altri con cui è in relazione. Winnicott a tal proposito, riferisce di una madre “good enough” – abbastanza buona o sufficientemente buona. Prendersi cura del bambino rispondendo ai suoi bisogni. Impegnarsi in questo difficile compito ha l’obiettivo di vivere più sicuri la propria genitorialità tenendo sempre presente che la sicurezza è un ingrediente fondamentale nella relazione e nell’educazione dei propri figli. Messaggio pubblicitario Donald Winnicot con l’espressione comune “madre devota” si riferisce alla condizione psicologica della madre, nelle settimane precedenti e successive alla nascita del bambino. Presto, tuttavia, l’adattamento della madre al bambino diminuisce. È un’area che non è messa in dubbio, poiché nessuno la rivendica se non per il fatto che esisterà come un posto di riposo per l’individuo impegnato nel perpetuo compito umano di mantenere separate, e tuttavia correlate, la realtà interna e la realtà esterna. Il bisogno di contenimento non è solo legato al periodo di assoluta dipendenza dalla madre, ma ritorna nella vita di ognuno, ogniqualvolta si presentano situazioni particolarmente minacciose o stressanti. Alla nascita il bambino non esiste come individuo, bensì è membro di una coppia ed è fuso con la realtà esterna perché inconsapevole dei confini che separano il dentro e il fuori. LA MADRE SUFFICIENTEMENTE BUONA E LA FUNZIONE MATERNA. Il pediatra e psicoanalista Winnicott, con l’espressione “madre sufficientemente buona”, voleva far passare la sensazione e l’idea che è importante per una madre non cercare di idealizzare il proprio ruolo, ossia, non volere essere perfetta, sapere che anche i suoi parziali fallimenti aiutano la crescita del bambino e che … D.W.Winnicott (1896-1971) prima pediatra e poi psicoanalista della scuola inglese del gruppo degli indipendenti, che si formò fra il 1943 ed il 1944, e che non erano schierati né con A.Freud (1895-1982) e né con M.Klein (1882-1960), tuttavia le loro scuole di pensiero hanno avuto molta importanza nella sua formazione, ma egli ha sviluppato una propria originale teoria psicoanalitica. La base assoluta del suo successivo sviluppo. Lo psicanalista definisce madre sufficientemente buona quella madre che, in maniera istintiva, possiede le capacità di accudire il bambino dosando opportunamente il livello della frustrazione che gli infligge quando non … State of Mind © 2011-2020 Riproduzione riservata. In linea con il pensiero di altri psicanalisti, Winnicott sostiene che durante il primo anno di vita, la madre e il neonato costituiscono una singola unità.Non si può considerare il bebè come un’entità separata dalla madre. Essendo studente di medicina fu esonerato dall’esercito e la perdita di molti cari amici caduti in guerra divenne uno dei rimpianti della sua vita. È uno stato psichico che permette alla “madre sufficientemente buona” di fornire al bambino il tipo di ambiente necessario alla valorizzazione del potenziale psichico del suo bambino. Partendo dalla propria esperienza di infanzia infelice, Winnicott rivelò l'importanza dei fattori psicologici nell'insorgenza di molte patologie infantili. Terzo di tre figli, le due sorelle maggiori, di cinque e sei anni, lo accudirono e lo riempirono di attenzioni. Il vero merito di Donald Winnicott è l’aver evidenziato la grande importanza della relazione madre-bambino per lo sviluppo psichico nei primi suoi due anni di vita. Di formazione pediatrica, questo brillante uomo grande estimatore dei Beatles quanto di Beethoven, è riuscito a smantellare la figura della madre dispensatrice di cura e amore senza sviste, lacune, imprecisioni, per farne emergere una alternativa di madre imperfetta, ma sana e affettivamente presente. Winnicott definisce la madre come il primo ambiente di cui un essere umano dispone. Durante questo passaggio ci si avvale spesso di quello che Donald Winnicott definisce oggetto transizionale, cioè quegli oggetti che accompagnano il bambino nel distacco dalla madre e offrendo un’alternativa intermedia tra la madre e la totale assenza di lei. Tr. Secondo la visione di Winnicott, “la madre è una persona che si … Tutto questo, dipende principalmente dall’incapacità della madre di cogliere e rispondere ai bisogni del bambino, che inizierà ad accumulare un insieme falso di relazioni e crescerà ad immagine e somiglianza di chi domina la scena non permettendo al suo vero Sé di emergere e di formare una persona vera e intera. Winnicott, sostenendo che l’immagine della madre sia la radice della psiche dell’individuo, crea l’idea di due tipi di madri: una sufficientemente buona e una non sufficientemente buona. La paura del I due discutevano moltissimo di lavoro, sia durante gli incontri, sia attraverso le lettere, finché decisero di scrivere un articolo a quattro mani. assorta partecipazione in uno stato di quasi isolamento; il bambino manipola fenomeni esterni al servizio del gioco; il gioco implica fiducia nell’ambiente e la capacità di stare solo; il gioco coinvolge il corpo (a causa della manipolazione degli oggetti); Alla base, l’IO, difensore del Sé e organizzatore delle strutture psichiche. A. Armando, Roma 1974. I quattro anni passati in questo collegio furono molto positivi, sia dal punto di vista intellettuale che sociale. in: WINNICOTT, D. W., (1958) Dalla pediatria alla psicoanalisi. Centro Disturbi dell’Alimentazione – Milano, Centro Disturbi della Personalità – Modena, Centro Stimolazione Magnetica Transcranica – CIP TMS, Otto Kernberg e la sua teoria psicoanalitica - Introduzione alla Psicologia. Il gioco assorto dei bambini si colloca in uno spazio potenziale fra il Sé individuale e l’ambiente e porta alla maturità nel partecipare e contribuire alla cultura del proprio mondo. Proprio per questo motivo, egli rifiutò l’analisi con Melanie Klein, che gli consigliò di recarsi da Joan Riviér, una delle maggiori sostenitrici delle teorie kleiniane e uno dei membri fondatori della British Psychoanalytical Society, di cui Donald Winnicott entrò a far parte nel 1935. Il matrimonio con la giovane Alice fu caratterizzato da una completa assenza di relazioni sessuali e, Winnicott, vedendosi come un ragazzo inibito in questa relazione, decise di intraprendere un’analisi personale. L’uso che il bambino fa del suo oggetto transizionale, rappresenta infatti, per Winnicott, il primo uso di un simbolo e la sua prima esperienza di gioco. Il gioco, dunque, risiede in questa stessa area transizionale, che è in contrasto sia con l’interno che con l’esterno, nella quale soggettivo e oggettivo sono indistinti, che nasce dal rapporto di fiducia del bambino nei confronti della madre e che dà origine alla idea del magico. I quattro anni passati in questo collegio furono molto positivi, sia dal punto di vista intellettuale che sociale. 2 Concetti introdotti da Winnicott. Già nei primi anni del suo lavoro come pediatra, emerse la grande attenzione di Donald Winnicott per la componente psicologica, considerata un fattore primario nella patogenesi di molti disturbi. Uno dei fratelli di Alice, Jim, divenne medico e buon amico di Donald Winnicott. A questo punto la loro relazione si trasformò in una vera e propria storia d’amore, nonostante Donald Winnicott fosse ancora sposato e vivesse con Alice. In questa fase la madre si chiude nella relazione con il suo bambino. Insegnamento. La madre “sufficientemente buona” è per Winnicott una donna spontanea, autentica e vera che, con (utilizzo a proposito con e non nonostante) ansie e preoccupazioni, stanchezza, scoramenti e sensi di colpa emerge come figura in grado di trasmettere sicurezza e amore. Università. Questa esperienza in collegio lo fece crescere e maturare e fu pr… Lo holding è la capacità di contenimento della madre sufficientemente buona, la quale sa istintivamente quando intervenire dando amore al bambino e quando invece mettersi da parte nel momento in cui il bambino non ha bisogno di lei. Una madre sufficientemente buona ha anche un’altra specifica funzione: la manipolazione (handling), che si riferisce alla modalità di maneggiare il figlio. La creatività non può essere mai del tutto annullata, anche nei casi più estremi di false personalità, tuttavia può restare nascosta e questo viene a determinare la differenza tra il vivere creativamente e il semplice vivere. tivo (la madre ambiente), dal sostenere e considerare (holding) operati da una madre «sufficientemente buona» e «normalmente devota» in grado di proteggere il bambino da «qualsiasi urto» che impingment possa, appunto, interrompere la continuità dell’essere. Le radici relazionali della dissociazione. In special modo sottolineò l'importanza di una madre sufficientemente buona per imparare e gestire autonomamente il mondo. Albasi, C., (2003) Regolazione degli affetti e molteplicità dei modelli operativi interni. La creatività è costituita dalla modalità che ha l’individuo di incontrarsi con la realtà esterna. La nascita di un figlio, la coppia in evoluzione tra aspettative e realtà, Il “mestiere” del genitore: percorsi sulla genitorialità. Il 7 luglio del 1923 si sposò con Alice Buxton Tylor, nata a Birmingham da una famiglia metodista profondamente religiosa. Il sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti per rendere migliore la navigazione e per fornire le funzionalità di condivisione sui social network. funzionalità. Il vero pericolo, esprimerei come conseguenza di questi concetti, risulta piuttosto la mancata consapevolezza dei propri sentimenti e dei propri limiti. Si può eventualmente apportare delle modifiche e continuare sicuri nella nostra costruzione. La dipendenza, inoltre, è un concetto centrale nella teoria di Donald Winnicott. In: Granieri, A., Albasi, C., (2003) Il linguaggio delle emozioni: lavoro clinico e ricerca psicoanalitica. Da un lato la devozione civica paterna servì da modello per Donald Winnicot, ma la presenza- assenza del padre fu un comportamento ambivalente che generò diversi vissuti emotivi. In Iternational Jurnal of Psychoanalysis, 43, pp.238-245. Winnicott visse nella sua casa di Hampstead fino al 1949, per poi trasferirsi a Londra, dove morì, dopo una serie di attacchi di cuore, nel 1971. Tr. I motivi per cui una famiglia può richiedere supporto a un professionista sono molteplici e non sempre riferibili a momenti stressanti o coincidenti con la “nascita” di eventuali problemi. Necessario risulta, in seguito, allontanarsi e osservare, prima di continuare, se quel mattone si trova nel posto giusto e se è stato ben collocato. Questo percorso è graduale e il compito della madre non è quello di allontanarsi, ma di offrire gli strumenti necessari per supportare questa naturale progressione all’autonomia. La madre sufficientemente buona, come la definisce Winnicott, proprio in virtù di questo limite, permetterà gradualmente al bambino di scoprire la sua autonomia. Donald Winnicott, nel 1910, all’età di 14 anni, entrò alla Leys School di Cambridge, scuola metodista inglese, distante da Plymouth più di trecento chilometri. Kernberg è uno psicoanalista che ha ideato l' approccio della Psicologia dell’Io e delle Relazioni oggettuali integrando precedenti modelli psicanalitici. Strachey fu uno dei membri del Bloomsbury, e fu analizzato e supervisionato da Freud per quattro anni, che lo considerò idoneo a diventare psicoanalista. Tale oggetto dà inizio a un’area intermedia di esperienza a cui contribuiscono la realtà interna e la vita esterna del bambino. Lezioni di E. Ferruzza. Martinelli, Firenze 1975. Sempre più genitori richiedono l'aiuto di un esperto perché in difficoltà nella gestione della relazione con i loro figli. Titolo della pubblicazione: Titolo della pubblicazione:La Clinica di Winnicott Autore: Laura Dethiville Prefazione e traduzione: Pia De Silvestris Editore: Alpes Italia anno di pubblicazione: 2016 ISBN: 9788865313565 Recensione a cura di Laura Delle Site. Questa esperienza in collegio lo fece crescere e maturare e fu pr… Risorse e difficoltà. Una madre “sufficientemente buona” Winnicott al lavoro con un bambino Winnicott pediatra inglese e psicoanalista freudiano, fu il primo a liberare la madre dalla responsabilità di dover essere perfetta per non arrecare traumi al proprio figlio. Meglio riporre un mattone quando, d’istinto, pensiamo che sia necessario per costruire quel pezzo di casa che non farlo rischiando di lasciare un pericoloso buco. Scrive Winnicott “sarebbe d’aiuto chiarire alle madri che può capitare di non provare immediatamente amore per i propri figli o di non sentirsela di allattarli; oppure spiegare loro che amare è una faccenda complicata e non un semplice istinto”.